ABITARE MINI. ABITARE BIO. ABITARE CHIC.

Architettura
// 22 dicembre 2016


Rifugio alpino di Skuta


La stagione invernale è arrivata e con essa le basse temperature. È questo il periodo ideale per avventurarsi nelle località di montagna e perdersi nella bellezza dei loro paesaggi. Ed è proprio in questi contesti che si riscopre il valore più archetipico dell’abitare, concepito come rifugio e riparo dagli agenti esterni.

I rifugi alpini sono nati proprio per aiutare i viandanti durante le loro escursioni e garantirgli, in uno spazio di modeste dimensioni, un valido riparo dagli agenti atmosferici, dove potere mangiare e pernottare.

Nati come piccole case in miniatura, talvolta sprovviste di tutto, ad oggi la proposta 2.0 del rifugio di montagna è frutto di un’accurata ricerca e sperimentazione che permette di combinare alla perfezione temi attuali e di rilevanza mondiale quali la necessità di rendere sempre più autosufficienti le nostre abitazioni al fine di ridurre l’inquinamento, la sfida di integrare l’architettura nel territorio nel rispetto delle sue peculiarità e parallelamente la problematica della progettazione di spazi sempre più ridotti e flessibili da adibire all’abitazione.

E’ da queste premesse che muove il workshop per la progettazione di un rifugio alpino a Skuta presso la Harvard Graduate School of Design diretto da Rok Oman e Spela Videcnik di OFIS architects, durante il quale 13 studenti si sono cimentati nella progettazione di un rifugio di montagna innovativo e pratico, in grado di  resistere al rigido clima alpino pur richiamando le immagini archetipiche dell’architettura vernacolare slovena.

Tra le dodici proposte elaborate quella degli studenti Frederick Kim, Katie MacDonald e Erin Pellegrino ha convinto più di tutte e alla conclusione del semestre accademico lo studio Ofis architects con la collaborazione degli ingegneri strutturali AKT II e di esperti alpinisti locali, ha sviluppato e trasferito il modulo sul luogo.

Al fine di agevolare le operazioni di trasporto, il rifugio alpino di Skuta è diviso in tre moduli, realizzati in robusti telai di acciaio, che poggiano delicatamente sulla roccia di montagna tramite supporti posizionati strategicamente, che fungono anche da fondazioni e contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale. Interamente rivestititi da pannelli coibentati con una finitura esterna realizzata con una sottile fibra di vetro öko e calcestruzzo, i pannelli di rivestimento sono in grado di resistere agli intensi eventi metereologici e ai repentini cambi di temperature che riguardano questa regione, così come gli infissi a tripla camera, calcolati per resistere alle forti cariche di vento e neve.

Nell’insieme il guscio esterno, la cui forma si modella su geometrie differenti, che sembrano scalfite dal tempo, richiama i colori del paesaggio circostante e in esso si mimetizza integrandosi in modo completo.

Nel primo modulo vi è collocato l’ambiente di ingresso, un piccolo spazio di stoccaggio e uno dedicato alla preparazione di cibi. A questo segue il secondo modulo dedicato agli spazi di socializzazione e infine nel terzo modulo l’ambiente adibito alla zona notte, concepita con semplici ripiani orizzontali in grado di accogliere un massimo di otto alpinisti.

Il rifugio offre da ogni punto un’ampia vista sulla montagna Skuta e sulla vallata che si apre ai suoi piedi, con grandi spazi finestrati dai quali entra la luce del sole, riscaldando in modo naturale gli ambienti.

Gli interni sono caratterizzati da un design sobrio in cui dominano le linee pulite e il legno che avvolge ogni spazio dal tetto al soffitto.

 

Rifugio alpino di Skuta

Anno: 2015

Località: Slovenia

Tipologia: Rifugio

Architetti: OFIS architects (Rok Oman, Spela Videcnik)

Team di studenti Harvard GSD:  Frederick Kim,  Katie MacDonald,  Erin Pellegrino

Photo: Anze Cokl, Andrej Gregoric. Nikolaj Gregoric, Janez Martincic

 

 

 

Categorie
Architettura


Lascia una risposta

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

edgedoll.com