L’innovativo playground al centro di un’area post-industriale

Landscape
// 13 gennaio 2017


La piazza (Copyright_Christian Philips) adspazio.it


Inaugurati nel 2014, i quasi 11,000 m2 di quello che è stato battezzato “the Lawn on D”, letteralmente “il prato su D street”, si propone alla comunità di Boston come un innovativo playground per adulti.

Ancorato al Boston Convention and Exhibition Center (BCEC), si trova a occupare un punto cruciale all’interno dell’Innovation District, nel quartiere di South Boston; un’area a carattere industriale che è stata nel tempo rigenerata e oggi attrae giovani talenti, producendo innovazione grazie all’impianto di laboratori di ricerca, musei e uffici 3.0, sulla scia della “terza rivoluzione industriale”.

Lo spazio nasce da una partnership tra Massachusetts Convention Center Authority (MCCA), proprietario e gestore insieme alla Citizens Bank, e lo studio Sasaki Associates, il cui obiettivo è creare luoghi che dimostrano il potenziale umano.

Sorprende scoprire che questa fetta di verde urbano, che ha da subito avuto un positivo riscontro da parte della comunità, non fosse stata pianificata anni in anticipo, né fosse stata inclusa in alcun masterplan per la riqualificazione del distretto e il fatto che lo spazio sia temporaneo lo dimostra. I piani più recenti, data la sua popolarità, ne hanno, infatti, solo esteso la sua apertura fino al 2019, per poi prevedere, sulla stessa superficie, l’espansione del Convention Center.

Da qui, la progettazione versatile dell’area, che propone diverse visioni a breve e lungo termine.

Le due parti principali che compongono il progetto sono la piazza e il prato. La prima offre una serie di percorsi che trasversalmente raggiungono il centro congressi e creano la giusta dimensione per favorire le interazioni tra le persone. L’arredo mobile e giocoso invita, inoltre, i visitatori a rendere propri gli spazi. La superficie del prato è, invece, una piattaforma innovativa che può ospitare eventi di vario genere, tra cui concerti, mostre, festival, performance ed installazioni artistiche. Tra queste, la scultura interattiva “swing time” progettata da Eric Howeler e Meejin Yoon, che comprende venti altalene circolari a energia solare, illuminate a LED, appese a una struttura minimale in acciaio. Come affermato da Howeler e Yoon, l’installazione invita gli utenti a interagire con gli elementi reattivi e tra loro, “attivando il parco urbano e creando un laboratorio della comunità all’interno dell’Innovation District e dei quartieri di South Boston”.

Flessibile e tecnologicamente avanzato, l’intero playground offre, inoltre, giochi all’aperto ed attività mirate al coinvolgimento di residenti, lavoratori, congressisti e turisti. L’impatto civico è quindi notevole. Quello urbano è ambizioso e punta a vitalizzare gli spazi pubblici della città utilizzando tecnologia e creatività e testando al contempo nuove configurazioni spaziali che diventeranno eventualmente il focus del nuovo quartiere centrato su D street.

Su un semplice fazzoletto di terra si stanno, dunque, mettendo in moto interessanti processi urbani e sociali che promettono di cambiare il profilo di un’area che è sempre stata contraddistinta dal forte carattere industriale.

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