Packanging e bollicine

Design
// 5 gennaio 2017


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Le abbiamo regalate, abbiamo brindato, festeggiato e stappato l’ennesima bottiglia allo scoccare della mezzanotte, ma abbiamo notato che il packaging é sempre più affare di noi architetti?

Dimentichiamoci quelle rustiche cassette di legno al limite del country chic, le bottiglie delle feste diventano sempre più di design, oggetti preziosi da sfoggiare, hanno fatto bella mostra nelle tavole più chic. Tanto belle e tanto curate a partire dalle etichette, la qualità del vetro, il design del tappo e perché no la confezione…perché dopo aver brindato, tutto ha un’altra vita, parola d’ordine sostenibilità.

Lo sa bene Veuve Clicquot, la blasonata maison d’oltralpe fondata nel 1772, che ha lanciato la campagna “Naturalmente Clicquot” in edizione limitata, si tratta di un imballaggio al 100% biodegradabile a base di amido di patate e carta riciclata, realizzato in collaborazione con Favini e DS Smith. Questo packaging è davvero interessante dal punto di vista ecologico, poiché l’esclusiva carta nasce dal riutilizzo creativo dei sottoprodotti del processo di produzione dello champagne Veuve Clicquot. Questo processo avviene grazie alla spremitura dei grappoli e la buccia degli acini d’uva, che sono essiccati e lavorati per diventare materia prima per la produzione di carta ecologica. Ma non è tutto oltre ad essere un packaging green, possiede anche capacità isotermiche, riuscendo a mantenere una bottiglia di champagne Clicquot ghiacciata per circa due ore.

Ma la casa francese aveva già fatto numerose sperimentazioni di packaging davvero originali, una tra tutte è Clicquot Mailbox, in cui l’anonimo astuccio porta bottiglie, si sostituisce a un’insolita cassetta da lettere, realizzata in metallo, può avere una seconda vita e posizionata magari in giardino!

Per chi invece non può rinunciare al glamour modaiolo, esiste anche la Clicquot Clutch, non fatevi ingannare dal nome però, della borsa ha solo le forme, in realtà contiene una bottiglia di Yellow Label Brut da 75cl, ed è un vero guscio isotermico, capace di mantenere fresco lo champagne per un’ora circa.

Clicq’Up, invece è un progetto nato dal frutto della collaborazione con il designer belga Mathias van de Walle. Interessante, poiché da un semplice foglio predisposto per essere piegato come un origami, nasceva con un paio di pieghe un pratico secchiello da champagne, riutilizzabile più volte!

Più romantica è invece la bottiglia dello Champagne Belle Epoque Rosé 2005, di cui Vik Muniz artista brasiliano di fama internazionale, ha raccontato una storia, l’incontro fatato tra un colibrì dai radiosi riflessi dorati e l’inconfondibile anemone, ideato nel 1902 dal celebre Emile Gallé simbolo della Maison Perrier-Jouët.

Tutto italiano è il brindisi di Ferrari, che lancia la nuova campagna firmata da Armando Testa “The Italian Tag”, in cui l’etichetta bianca e nera, dal forte carattere grafo fa da protagonista e racconta in chiave attuale la gioia di vivere e condividere, anche via social, lo stile di vita e l’eleganza degli italiani. Ma proprio di etichette segnaliamo il Concorso Internazionale Packaging di Vinitaly, in cui, i migliori grafici concorrono in tema di bollicine, a testimonianza che le aziende del settore stanno investendo numerose risorse e creatività nell’estetica del prodotto.

Allora perché chiamarle semplici confezioni, e non piccoli risultati dell’ingegno umano?

Del resto dietro ogni brindisi c’è una storia e dietro una storia c’è sempre un grande progetto… Auguri!

 

Per saperne di più:

 www.vinitaly.com

http://www.favini.com/

http://www.dssmith.com/

https://www.veuveclicquot.com

https://www.perrier-jouet.com/it-it/

http://www.ferraritrento.it/

 

 

Immagini tratte dal web

Categorie
Design


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