Yök: Casa + Cultura

Architettura
// 27 aprile 2016


00. yok-casaA by cb Adspazio.it


Un mix equilibrato di design, sostenibilità, cultura e identità si materializzano nel progetto di Yök Casa + Cultura, un B&B ecofriendly concepito da Petz Scholtus, eco designer, originaria di Lussemburgo e residente a Barcellona, e da Mari Rodríguez Marañís, catalana esperta in gestione per la qualità alberghiera.

Il progetto vuole essere una critica al turismo di massa e questo è stato reso possibile attraverso una ristrutturazione degli spazi basata sulla progettazione ecocompatibile, sul riciclo creativo, o upcycling (come preferiscono definirlo le autrici), sull’amore per il dettaglio e su una gestione degli spazi mirata a favorire la socialità.

Situato in un edificio nel quartiere dell’Eixample a Barcellona, Yök Casa apre le sue porte nel 2014. La ristrutturazione, seguita dallo studio Serradell&Co, riguarda tre appartamenti risalenti al 1900 (casa A, casa B e casa C) e l’attico, ampliamento dell’edificio degli anni 70. Gli spazi sono stati ristrutturati seguendo i principi del design sostenibile e recuperando il patrimonio del modernismo catalano, come gli alti soffitti caratterizzati da elementi decorativi, il magnifico pavimento Nolla (piastrelle a mosaico in ceramica colorata), il vetro inciso e la splendida lavorazione del legno delle porte scorrevoli dei balconi.

E’ stata data priorità a materiali, prodotti e mobili progettati e realizzati a livello locale per ridurre il trasporto, sostenere l’economia locale e promuovere la cultura regionale. Illuminazione LED, arredi di Marc Morro (AOO), prodotti nati dalla collaborazione tra Arrels Fundació  e Curro Claret sono alcuni dei punti salienti di questo spazio. Uno sforzo particolare è stato fatto nel riciclo dei materiali e nell’uso di prodotti che non presentano emissioni di composti organici volatili (VOC), oltre all’ultilizzo di prodotti di aziende che hanno adottato la filosofia Cradle to CradleC2C, in italiano dalla culla alla culla: si tratta di un approccio alla progettazione di sistemi che consiste nell’adattare alla natura i modelli dell’industria, ovvero convertire i processi produttivi assimilando i materiali usati a elementi naturali, che devono quindi rigenerarsi, dunque un passo in avanti rispetto al ridurre, riutilizzare, riciclare.

Le cucine sono state pensate come pezzi di arredamento, sollevate da terra, il cui effetto di galleggiamento contribuisce a far spiccare i pavimenti e i soffitti originali. Le ante sono realizzate in pallet usati, e il piano di lavoro è realizzato con il 75% di materiali riciclati. Gli interruttori sono senza pvc e le spine sono realizzate in porcellana locale.

Il logo è stato progettato da Katie Barcellona e si ispira al logo che Dalí disegnò per il marchio catalano Chupa Chips. Il nome Yök deriva dalla parola catalana “lloc”, che significa luogo. Inoltre è la metafora di “yolk”, tuorlo in inglese, per indicare il centro delle cose, dove si incontra l’energia. La dieresi è il collegamento al precedente marchio di Petz , Pöko Design.

Mentre Casa rappresenta l’alloggio, Cultura è l’altro aspetto importante di Yök: all’ottavo piano, in terrazza e nel loro ufficio multifunzionale, le ospitali e generose padrone di casa organizzano eventi per i visitatori e non solo.

Spazi ecofriendly, insieme ad una gestione intelligente, hanno dato vita ad una nuova forma di alloggio che permette un turismo differente, ottimo per lo sviluppo locale e per le persone.

Fotografie pre ristrutturazione di Benjamin Julve

Fotografie interni di Carlos Barruz

 

Categorie
Architettura, Design


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